Il traffico umano è un’industria criminale organizzata che colpisce ogni nazione.
Anche se le statistiche sembrano tante, è importante ricordare che ogni numero rappresenta la vita di una persona. Il Progetto di Vita ha riconosciuto un bisogno nella periferia nord della provincia di Milano (Baranzate / Rho), e si sta impegnando a combattere questa ingiustizia.

LA VITA DI UNA VITTIMA DEL TRAFFICO

Dopo un viaggio nel quale le vittime subiscono inganni, stupri, botte e costanti minacce, le ragazze sono spesso forzate a vivere in condizioni inumane.
Una volta messe “al lavoro”, le vittime del traffico umano sono costrette ad avere rapporti con più di 40 clienti al giorno.
La malnutrizione, la mancanza di sonno, l’abuso emotivo e fisico diventano vita quotidiana. Il rischio di contrarre infezioni trasmesse sessualmente come l’epatite B, C e l’AIDS sono possibilità sempre presenti. La vita di una vittima del traffico è l’inferno sulla terra. Questa ingiustizia, è la ragione per cui il Progetto di Vita esiste.

LE STATISTICHE: EUROPA

In Europa il traffico umano è il secondo crimine organizzato globale più grande. Genera circa 22 miliardi di Euro ogni anno. In modo specifico, il traffico per lo sfruttamento sessuale genera 19 miliardi di Euro per anno[i]

Ci sono 1.39 milioni di vittime del commercio sessuale nel mondo[ii]

Più del 25% delle vittime del traffico sessuale provengono dall’Europa dell’Est[iii]

Il 90% delle vittime trafficate negli Stati dell’Unione Europea finisce nell’industria del sesso[iv]

Purtroppo, solo l’1-2% delle vittime sono salvate, e solo uno sfruttatore su 100.000 coinvolto nel traffico viene condannato penalmente[v]

L’ITALIA

    • Più di 8.000 ragazze Albanesi si prostituiscono in Italia, e più del 30% di loro sono minori di 18 anni (G.J. Koja, “8000 Albanian Girls Work as Prostitutes in Italy,” HURINet – The Human Rights Information Network, 25 July 1998)

 

    • Le vittime del traffico hanno un età media di 17-20 anni, ed alcune giovani fino 14 anni (Migrant Information Programme, “Trafficking in Women for Sexual Exploitation to Italy,” IOM, June 1996)

 

    • A Milano, l’80% delle prostitute in strada sono straniere (“Trafficking of Women to the European Union: Characteristic, Trends and Policy Issues,” European Conference on Trafficking in Women, June 1996, IOM, 7 May 1996)

 

    • Il livello di istruzione delle donne trafficate in Italia è vario. Alcune, (particolarmente dalla Nigeria) non sono mai andate a scuola; altre, specialmente le donne più grandi, hanno diplomi universitari (Migrant Information Programme, “Trafficking in Women for Sexual Exploitation to Italy,” IOM, June 1996)

 

    • Il 75-80% delle donne trafficate per prostituzione in Italia si prostituiscono sulla strada e spesso subiscono violenza dagli sfruttatori a cui loro sono legate (Migrant Information Programme, “Trafficking in Women for Sexual Exploitation to Italy,” IOM, June 1996). ? Le ragazze e le donne portate in Italia sono solitamente single, di età 14-18 anni, e meno frequentemente di età 19-24 (Caritas, European Race Audit Bulletin No. 25, The Institute of Race Relations, London UK, 25 November 1997)

 

    • Il traffico dalla Nigeria è ben organizzato, e si concentra attorno ad una figura femminile chiamata “Maman” che ha un ruolo chiave nel convincere le giovani donne a lasciare la loro casa per l’Italia. Le donne sono convinte con l’inganno, minacce fisiche, o richieste di pagamento alle loro famiglie. Le donne sono facilmente controllate perché loro e le loro famiglie sono costrette a pagare grandi debiti all’organizzazione del traffico per il costo del viaggio e le spese relative. Possono servire diversi anni per ripagare questi debiti. (Migrant Information Programme, “Trafficking in Women for Sexual Exploitation to Italy,” IOM, June 1996)

 

    • Le ragazze Nigeriane vengono reclutate nelle zone suburbane delle grandi città come Lagos o Benin City, e nelle campagne del sud e dell’est. Le Maman (Signore) agiscono come intermediario tra le ragazze e i trafficanti. I soldi vengono inviati alla Maman per pagare il debito ai trafficanti. (Migrant Information Programme, “Trafficking in Women for Sexual Exploitation to Italy,” IOM, June 1996)

 

    • Ci sono tre livelli di organizzazione nel traffico delle donne e ragazze Nigeriane. Il primo ruota attorno la Maman che vive nel paese di origine; il secondo ruota attorno alla Maman che vive in Italia; il terzo, i “messaggeri”, le persone che trasferiscono i soldi dall’Italia alla Nigeria (Migrant Information Programme, “Trafficking in Women for Sexual Exploitation to Italy,” IOM, June 1996)

 

    • Il debito per il viaggio dovrebbe essere teoricamente pagato in 6 mesi, ma nella maggior parte dei casi dopo 3 o 4 anni, le ragazze sono ancora in prostituzione per pagare il debito che devono. (Migrant Information Programme, “Trafficking in Women for Sexual Exploitation to Italy,” IOM, June 1996)

 

    • Una Signora Nigeriana, o Maman, supervisiona e controlla le donne e ragazze. Organizza le loro attività e raccoglie i loro profitti in Italia. Le donne temono fisicamente e psicologicamente la Maman. (Migrant Information Programme, “Trafficking in Women for Sexual Exploitation to Italy,” IOM, June 1996)

 

    • Poche donne portate in Italia desiderano poi tornare al loro paese di origine. Alcune dicono che non ci sono opportunità lì. Alcune temono attacchi dai trafficanti, e altre si vergognano di tornare senza essere state in grado di dimostrare di aver avuto successo all’estero. (Migrant Information Programme, “Trafficking in Women for Sexual Exploitation to Italy,” IOM, June 1996)

 

    • L’80% delle prostitute di strada a Milano sono straniere. (Tampep, 1995, Migrant Information Programme, “Trafficking in Women for Sexual Exploitation to Italy,” IOM, June 1996)

 

    • Nella prostituzione di strada il numero più elevato di donne è quello Nigeriano, seguito dalle Albanesi, dalle Russe e dalle Ucraine, il resto è composto da Latino Americane e transessuali. Ci sono 2 tipi di protettori: il primo è delle stessa nazionalità delle donne e le sfrutta ; l’altro è l’organizzazione mafiosa. Le Signore, Mamans, che erano originariamente prostitute, sono comuni tra le donne Nigeriane. (Licia Brussa, “Transnational AIDS/STD Prevention Among Migrant Prostitutes in Europe,” TAMPEP, 1996) ? In Italia una prostituta è uccisa ogni mese. (Police, Michael Specter, “Traffickers’ New Cargo: Naive Slavic Women,” New York Times, 11 January 1998)

 

    • Il benessere fisico e mentale delle donne è minacciato dall’isolamento e dall’emarginazione che soffrono per essere confinate in appartamenti chiusi e con limitata capacità di movimento. (Licia Brussa, “Transnational AIDS/STD Prevention Among Migrant Prostitutes in Europe,”TAMPEP, 1996)

 

RIFERIMENTI

[i] United Nations Office on Drugs and Crime, 2009, Trafficking in Persons: Global Patterns, Available:http://www.unodc.org/documents/human-trafficking/Global_Report_on_TIP.pdf

[ii] United Nations Office on Drugs and Crime, 2009, Trafficking in Persons: Global Patterns, Available:http://www.unodc.org/documents/human-trafficking/Global_Report_on_TIP.pdf

[iii] Rombola, M., 2009, ‘The Causes of the High Rate of Sex Trafficking from Central and Eastern European Nations to Western Europe,” Unpublished Research Report Submitted to The University of Sydney.

[iv] Varouhakis, M., 2002, July 26, “Trafficked Women Are Victims,” Global Outlook, Centre for Research on Globalisation.

[v] United Nations, 2009, “UN Agency Calls for Better Monitoring to Combat Human Trafficking in Europe,” in UN News Centre, Available: http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=32575&Cr=human+trafficking&Cr1